THE WATER - 4 Elements. Davvero bello?
Oggi voglio parlarvi di THE WATER. Con Engfa Waraha e Charlotte Austin, le nostre amate ENGLOT!
Quello che mi sta colpendo davvero di the water, serie facente parte del colosso “4 elements”, è che all’inizio pensavo di trovarmi davanti alla classica storia romantica piena di tensione, desiderio e ostacoli… ma andando avanti mi sono resa conto che questa serie parla soprattutto di identità.
Di chi siamo davvero quando nessuno ci guarda.
Soprattutto parla di quanto sia difficile capire se stiamo vivendo per noi stessi o per diventare ciò che qualcun altro vuole che siamo.
Chonlada, detta Lada, per esempio, è un personaggio che mi ha lasciato addosso tantissimo. Perché? Beh, lei è costantemente in conflitto tra quello che sente di essere, quello che vorrebbe diventare… e quello che gli altri pretendono da lei. Questa cosa si percepisce soprattutto nel rapporto con suo padre. Un uomo che incarna perfettamente quell’idealismo profondamente patriarcale dove la donna esiste solo dentro ruoli prestabiliti: servire, riprodurre, stare composta e stare al proprio posto. Secondo me la serie riesce molto bene a mostrare quanto possa essere soffocante e logorante crescere dentro un sistema che ti insegna che il tuo valore dipende da quanto sei utile agli altri e non da chi sei realmente.
Poi c’è Lada… una delle cose più dolorose della sua storyline sia proprio il fatto che lei sembri passare gran parte della serie a cercare disperatamente un posto nel mondo.
Un posto che sia davvero suo.
Questa ricerca diventa ancora più crudele nel rapporto con Hia. Perché Hia non guarda mai davvero Lada come una persona. La guarda come uno strumento. Come qualcosa che deve funzionare per il suo tornaconto. E la cosa peggiore è che porta avanti gli stessi identici ideali del padre, quasi come se quel sistema tossico si tramandasse automaticamente da uomo a uomo. Lui non perde occasione per tradire sua sorella nel momento in cui non ottiene quello che vuole da lei, e questa dinamica, per pura empatia, mi ha fatto male più volte guardando la serie.
Hia è ambiguo. Tantissimo E penso sia uno dei personaggi più interessanti proprio per questo. Non riesci mai a incasellarlo completamente. Ci sono momenti in cui sembra quasi umano, quasi recuperabile… e altri in cui invece emerge quella parte opportunista e manipolatrice che ti fa chiedere da che parte stia davvero.
Ma forse è proprio questo il punto della serie.
Mentre guardavo The Water mi sono ritrovata spesso a farmi una domanda: cosa ci porta davvero a fare quello che facciamo? A scegliere una parte invece di un’altra? A sacrificare qualcuno oppure noi stessi? La risposta a cui continuavo a tornare era sempre la stessa: amore… oppure odio. A volte invidia.
Tutti i personaggi sembrano muoversi spinti da emozioni così forti da diventare quasi incontrollabili. E il tema del sacrificio è ovunque. Ma non solo il sacrificio romantico, anche quello estremo. Quello che ti consuma completamente per qualcuno che ami.
Apo, invece, nelle ultime puntate mi ha sorpresa tantissimo. Perché vedere come cambia per amore di Lada è stato incredibile, soprattutto perché Lada non le chiede mai di cambiare. Non c’è imposizione. Non c’è obbligo. Apo cambia spontaneamente, perché il sentimento che prova la trasforma in modo naturale. Ed è questo che secondo me rende il tutto così puro.
Perché non è la stessa cosa quando qualcuno ti costringe a diventare diverso. Le cose fatte per obbligo hanno sempre un peso differente. In Apo invece ho visto qualcosa di genuino. Un cambiamento che nasce da dentro.
E devo dire che intorno alle ultime puntate della serie Apo è diventata esattamente il tipo di personaggio femminile che io adoro. Intelligente, furba, forte. Quelle donne che sembrano impossibili da piegare o scalfire. Quelle che tengono testa a tutto e tutti. Ma con una sola eccezione: l’amore. E secondo me è lì che il personaggio diventa davvero bellissimo, perché mostra vulnerabilità senza perdere forza.
Una delle cose che mi ha sorpresa di più della serie è stata proprio questa inversione emotiva. Perché sinceramente non pensavo che a soffrire davvero sarebbe stata Lada, dato che è stata proprio lei ad avvicinarsi con fini loschi. Credevo che la serie avrebbe preso una direzione molto più prevedibile… invece no. E questa cosa per me conta tantissimo. Amo quando un drama riesce ancora a sorprendermi senza sembrare forzato.
Soprattutto nelle ultime puntate ho davvero tenuto il fiato sospeso. Avevo quella sensazione tipica dei drama che ti prendono completamente, quando continui a guardare pensando “ok, adesso succede qualcosa”. E io ho sofferto tantissimo vedendo Lada respingere Apo così tante volte. Ogni singola volta speravo cedesse subito. Già al primo avvicinamento. Già al primo sguardo. Oppure durante tutta la situazione della fuga dall’hotel per il grande evento… lì ero completamente coinvolta emotivamente, per poi rimanerci delusa.
Senza fare troppo spoiler per chi ancora non ha iniziato la serie — perché secondo me vale davvero la pena recuperarla — voglio dire una cosa: ho amato follemente Net e il padre di Apo. Geni assoluti. Ogni volta che comparivano riuscivano a portare qualcosa in più alla scena, sia emotivamente che narrativamente. Sono quei personaggi secondari che in realtà diventano fondamentali per dare equilibrio alla storia.
E forse è proprio questo il motivo per cui The Water mi è rimasta addosso così tanto: perché sotto tutta la tensione romantica, sotto i conflitti familiari e sotto il drama… parla continuamente di persone che cercano disperatamente di essere amate senza dover smettere di essere sé stesse.
Per chi vuole approfondire oltre la mia recensione scritta sul blog, trovate anche il video completo sul mio canale YouTube con tutte le mie impressioni su THE WATER (4 Elements)!



leggere quello che hai scritto mi ha fatto venire voglia di guardare la serie